Security Summit Clusit - Difesa del Sistema Paese, le sfide dell’Intelligence oggi

Come sono cambiati in questi anni i servizi segreti? Come affrontare le nuove sfide per la sicurezza nazionale fra terrorismi, guerre non convenzionali che si combattono in rete con la manipolazione dei dati e dei fatti e le “vecchie” guerre che ancora si combattono fra Asia, Medio Oriente e Africa? Quale ruolo per l'Italia nei profondi cambiamenti che si stanno verificando nella geopolitica mondiale? Come affrontare la radicalizzazione Jihadista? Quali le competenze e le professioni indispensabili per affrontare questi pericoli?

Clusit 2021

Un tema di grande attualità quello affrontato nella tavola rotonda organizzata da Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica e Astrea, Agenzia di Comunicazione ed Eventi specializzata nel settore della Sicurezza Informatica) con la partecipazione di alcuni dei “protagonisti” dei cambiamenti registrati in questi ultimi mesi che hanno accompagnato la nascita dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza.  

È stato pubblicato in questi giorni in Gazzetta Ufficiale, infatti, il decreto, firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro dell’Economia Daniele Franco, che regola il passaggio di una parte del personale del Dis al nuovo ente che si occuperà della sicurezza cibernetica del Paese. Il decreto regola il trasferimento di parte del personale dall’intelligence al nuovo ente guidato da Roberto Baldoni. La deadline per il passaggio di consegne il 31 marzo 2022, la nuova Agenzia prenderà in carico tutte le funzioni cyber prima in capo al Dis.

I relatori, quindi, approfondiranno la complessa situazione dei Servizi Segreti a livello globale, analizzando il ruolo dell’Intelligence sulle nuove minacce cyber e il terrorismo internazionale. Con la moderazione di Gabriele Faggioli, presidente Clusit, interverranno al dibattito:

Il libro di Tofalo - che è stato Sottosegretario alla Difesa con il Governo Conte e componente del Copasir – affronta questi temi coniugando l’accuratezza del saggio e lo stile e il linguaggio divulgativo del romanzo: appassiona sia per il tema – generalmente associato ai misteri e ai segreti di Stato – sia per i numerosi richiami a problemi di stretta attualità. Il saggio contiene i contributi di esperti italiani ma operativi sulla scena internazionale, autorevoli protagonisti del mondo della sicurezza e dei Servizi segreti.

Nel libro, quindi, troviamo gli scritti dell’ex presidente del Copasir, Raffaele Volpi; dell’avvocato Luigi Panella, che scrive del segreto di Stato; dell’ex direttore del DIS Gennaro Vecchione, con un focus sull’Intelligence economica e finanziaria e un’appendice sul rapporto fra sicurezza e emergenza sanitaria; dell’ambasciatore Giampiero Massolo, che ha guidato il DIS e oggi è presidente di Fincantieri; del prefetto Adriano Soi, che per anni ha collaborato con l’Intelligence; del professor Mario Caligiuri, considerato fra i massimi studiosi di Intelligence del Paese; di Alfredo Mantici, direttore del reparto analisi del Sisde; del generale Nicola Gelao, che è stato a capo del RIS, il Reparto Informazione e Sicurezza della Difesa Militare; di Umberto Saccone, per anni nel SISMI e oggi presidente IFI advisory; del professor Marco Santarelli, il direttore scientifico della Fondazione Margherita Hack, che delinea il fondamentale legame fra Intelligence e semiotica; di Aldo Giannuli, con un excursus sul terrorismo internazionale; di Felice Casson, magistrato e parlamentare che, nella precedente legislatura, è stato Vicepresidente del Copasir con un intervento sul rapporto fra Servizi segreti e magistratura; di Nicola Bonaccini, giornalista, esperto di Comunicazione in forza al Ministero della Difesa, che traccia le linee di quello che è spesso il controverso rapporto fra  informazione e Servizi segreti. Infine, ma non da ultimo, di Andrea Margelletti, presidente del Ce.S.I., che scrive dei “Servizi segreti con licenza di uccidere”, Servizi che lo Stato italiano non prevede.

Alla tavola rotonda intervengono quindi l’Autore, il direttore scientifico della Fondazione Margherita Hack, Marco Santarelli e Umberto Saccone, per anni nel SISMI e oggi direttore dell’IFI Adivisory. Nel saggio, ritroviamo tutte le motivazioni che hanno portato il Governo italiano a creare un’Agenzia di cyber security.